... e incursioni di Sbronzolo...
...

mercoledì 14 novembre 2012

Tu, io, rum, divano…


“Ti va di stare in casa stasera? Ordiniamo una pizza, magari…” dico uscendo dal bagno con ancora i capelli umidi.
Mi guardi sorpreso. T’ho colto alla sprovvista.
Sono venuta a trovarti perché volevo te. Ti ho avuto. Ti ho assaggiato. Mi hai assaggiato. Ci siamo appagati. Ma mi hai fatto anche da guida turistica. Questa città non la conoscevo bene, conoscevo parti di lei, come tutti, e tu mi hai fatto vedere anfratti nuovi, zone che i turisti non frequentano, panorami… Bello. Bellissimo. Anche se della città mi interessava poco. Mi piaceva stare con te. Sarei stata anche solo seduta su una panchina della stazione pur di stare con te.
E mi hai portata a cena fuori. In posti deliziosi e fuori mano. Mi hai fatto il tour by night e al ritorno a casa mi hai soddisfatta ancora. E ancora. E ancora…

I nostri pranzi sono stati frugali e semplici. Hai cucinato tu. Soddisfatto di poter nutrire il mio corpo dopo aver nutrito la mia anima per tutta la mattina.
Ma stasera…. Stasera voglio fare finta di essere tua da sempre e per sempre. Ma non te l’ho detto. Non te lo posso dire che straccerei il biglietto del ritorno, che resterei con te per sempre, che mi hai fatto sentire una regina, una dea, il centro del mondo… no, non posso dirtelo. Allora ti chiedo di restare a casa.
Mi guardi, alzando gli occhi dalla pentola del sugo che stai curando per il pranzo.
“Stai male? Sei stanca?”
“No, va tutto bene. Solo ho voglia di stare tranquilla. Con te. Accoccolarci sul tuo divano rosso, bere un goccio di rum e passare la serata così, ascoltando un po’ di reggaeton o guardando la tivù” e mentre lo dico mi avvicino a te, accarezzo la schiena e incollo il mio corpo al tuo, stampandoti un bacio sulla spalla e abbracciandoti. Mi piace abbracciarti mentre fai cose normali. Fa sembrare normale il mio essere qui.
“Certo che possiamo stare a casa stasera! Ma oggi pomeriggio non vuoi uscire? Stiamo qui?”
“Hai paura di annoiarti con me in casa?”
“Non mi annoierei mai con te in casa, piccola, troverei sicuramente qualcosa di interessante da fare” e dicendolo ti giri spostandomi verso il tavolo, afferri una mia coscia alzandola, l’altra mano alla nuca per piegarmi indietro la testa per facilitare un bacio profondo e intenso che accompagna un’altrettanto intensa spinta del tuo bacino sul mio. Il tuo sesso eretto spinge prepotentemente contro il mio. Sempre eretto tu. Sempre bagnata io. C’è questa incredibile alchimia, basta che siamo a pochi centimetri…
Ti allontani leggermente, con due dita mi allarghi le labbra, gemi soddisfatto della situazione che trovi, e poi affondi completamente in me, ancorata alle tue chiappe con tutte e due le mani, trattenuto a stento un grido di soddisfazione, esploso nella tua bocca…
Che bello essere qui. Nella tua cucina. Appena lavato via dalla pelle l’odore del sesso, già pronti a metterne su di nuovo…
L’asciugamano mi cade di dosso. Scopre il mio corpo, offrendoti nuovi più comodi appigli, rotondità lisce da gustare, da afferrare.
Ti sfilo la maglietta per godere del contatto della tua pelle calda. Sempre calda. Come le tue mani. Sempre calde. Mie…
Intanto i nostri corpi continuano la loro danza. L’amata fusione di te e me continua e pervade. Il mio culo sul tavolo apparecchiato, che a ogni spinta sbatte contro il muro. Un tintinnio di posate, preparate troppo vicine. Il vino che oscilla nella brocca.
Le tue labbra fameliche sul mio collo, i tuoi denti a lasciare un segno. Il mio viso girato verso il soffitto a labbra aperte a rilasciare sospiri e gemiti ad ogni spinta, ad ogni affondo, ad ogni intensa fusione dei nostri corpi.
Più ti ho più ti vorrei. Pensavo fossi un cibo di cui avevo bisogno di togliermi la voglia per sentirmi poi sazia e appagata. Invece sei come una droga, più ho di te più ne voglio. Non smetterei di averti. Avremo fatto l’amore un milione di volte da quando sono arrivata e ancora non mi basta. Ancora ti voglio, ancora ne voglio, ancora te su di me, dentro me, sotto me, sopra me… tutto! Voglio tutto di te. Voglio tutto da te. Ho paura che non sarò mai sazia. L’unica cosa che ci interromperà sarà la mia partenza. Inderogabile, inevitabile… insopportabile.
Per questo stasera voglio semplicità, tu, io, rum, divano… e sesso. Perché quello so che non mancherà. Voglio fare il pieno di te, riempirmi di emozioni, di sensazioni, di benessere. Fare la scorta per i tempi bui che poi arriveranno sicuramente quando sarò andata via da qui.
Tu, io, rum, divano…

10 commenti:

  1. sicura che hai fatto bene a ripartire??? :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. dici che per licenza narrativa è meglio se mi fermo da lui? ma chi ci crede più al "vissero felici e contenti"?!?!?!?

      Elimina
    2. non per licenza narrativa!!!!

      Elimina
  2. Splendido! E' questo che mi piace del tuo modo di scrivere Tiger! La capacità con cui riesci nel modo più semplice possibile, a coinvolgermi nei tuoi racconti! L'erotismo dolce che trasmetti, la voglia reciproca, mi fanno vivere ogni volta la scena, e ogni volta mi ritrovo sempre a fine racconto con un sorriso da ebete che si è immedesimato nella lettura. In quei 5 minuti di lettura, mi isolo dal mondo, con la consapevolezza che alla fine per quanto la giornata possa essere stata difficile, mi sentirò meglio!

    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te Alberto!
      Cavolo.... mi hai fatto un complimento incredibile!
      Sai... anch' io alla fine della lettura ho lo stesso sorriso da ebete...
      Però confesso che questo racconto è un po' speciale, per quello fa questo effetto.
      Grazie ancora! :D

      Elimina
    2. E' da un pezzo che ti seguo :) anch'io scrivo o meglio ci provo... pubblico su milù se ti interessa...

      Elimina
    3. Sono lusingata...
      So che scrivi. T'ho anche letto. Mi hai già scritto... :P

      Elimina

Vuoi dirmi qualcosa?