... e incursioni di Sbronzolo...
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lunedì 4 marzo 2013

Nuoce gravemente alla salute



Dovrebbero dirlo. Non può essere scritto solo sui pacchetti di sigarette. Dovrebbero dirlo che le relazioni nuocciono gravemente alla salute. Tutte le relazioni, amorose e d’amicizia.
Perché ogni volta che si incontra una persona che si ritiene abbia un valore, ogni volta che si sente affetto, che si prova un sentimento di attaccamento, ogni volta ci si strappa un pezzettino di cuore e lo si affida a questa persona. “Abbine cura, è un pezzettino di me.”
Ma per quanto l’altro possa apprezzare questo incredibile immenso dono, per quante promesse possa fare di averne cura, di tenerlo al caldo, conservarlo, coccolarlo, arriverà un momento in cui questo pezzettino di cuore verrà messo in una tasca, in una borsa, e lasciato lì. Sul fondo. Abbandonato.
Così un pezzetto della cosa più valorosa che hai viene dimenticato dalle persone a cui l’hai donato.
“Ma ho il cuore grande, ti dici, ce n’è per tutti.”
E continui ad amare e a donare. Ti fidi e confidi. Distilli una piccola essenza di te, di cose buone e di difetti, la sistemi, la prepari, la infiocchetti, e poi infilandola in quel pezzetto di cuore la doni. Con la speranza che la persona che la riceverà sia in grado di farla crescere e coltivarla e renderla forte.
E di nuovo il piccolo pezzetto di te verrà abbandonato.
“Ora basta, me ne resta poco. Non lo dono più…”
Però arriva qualcuno che dice “Scusa, hai un po’ di quella buona medicina? Mi hanno detto che tu ne hai tanto, che sai far star bene la gente… me lo dai un pezzetto del tuo cuore che ne avrei bisogno?”
“Mi dispiace, ne ho poco ormai… se lo do anche a te non ne resta abbastanza per me…”
“Eddai! Ne hai tanto! Su, io non ne ho per niente… me ne dai un pezzetto???”
Il problema è che anche se piccolo, quel cuore è tanto pieno di amore per tutti… e dire di no a una persona che ha bisogno è così difficile…
Allora prepari il tuo pacchettino, distilli di nuovo un po’ di essenza, e lo doni.
E aspetti.
Perché alla fine uno dei motivi per cui si dona è che ci si aspetta di ricevere qualcosa in cambio. Ma non succede. Non ricevi niente. Oppure quello che ricevi è solo un attimo per guardare il cuore dell’altro, uno  sguardo, come una finestra che si apre ma che si richiude subito.
Già, perché non sono in tanti ad essere in grado di donare un pezzetto di cuore. E chi lo fa di solito ha fiducia negli altri. Fiducia che non sempre è ben riposta.
Così resti lì. Con il tuo piccolo cuore. Quello che ne resta. Smozzicato. Mangiucchiato. Strapazzato. Ancora lucente e ancora pulsante, ma vagamente opaco e debole. Ferito ormai. E ti chiedi se lo sarà in modo irrecuperabile. Ma hai fiducia. Fiducia nella gente e anche in te stessa.
Così resti lì. Con il tuo cuore tra le mani. Lo rigiri e lo osservi. E piangi piano. Cercando di far sì che il tuo cuore cresca di nuovo. Ma è difficile, è pesante, è faticoso.
Accucciata, rannicchiata in te stessa ti chiedi perché. Ti chiedi come fare. Ti chiedi dove hai sbagliato. E prometti a te stessa e al tuo cuore di cambiare. Perché la verità è una sola: come puoi avere abbastanza cuore per amare gli altri se prima non hai abbastanza cuore per amare te stessa?

Lacrime



Rigano le guance
Scendono, segnano
Fiumi che sgorgano dagli occhi
Instancabili pulitori dell’anima
Reazione incontrollata
Sciolgono i nodi
Attorcigliano lo stomaco
Straziano l’anima

lunedì 18 febbraio 2013

Cinema?


Mi chiedo perché al cinema?
Beh, una risposta ce l'ho, però, come primo incontro mi sembra un po' azzardato.
Già, il primo incontro. Non è propriamente un appuntamento al buio, quindi sono abbastanza tranquilla, ma ciò non toglie che non lo conosco.
Ci siamo conosciuti su Facebook. Questo maledetto odiato/amato social network. Siamo amici di Lalla, abitiamo nella stessa città, abbiamo la stessa età, abbiamo frequentato la stessa università, ma non ci siamo mai visti. Un giorno lui ha commentato me, io ho commentato lui, abbiamo iniziato a chattare e abbiamo iniziato a conoscerci.
Ci davamo appuntamenti online. Ore a chiacchierare facendo scorrere le dita sulla tastiera.
La video? no, non ci sembrava che potesse dare qualcosa di più al nostro parlare.
Abbiamo scoperto di avere molte cose in comune, ci piacevano cose simili. Ed eravamo entrambi single.
Lui appena lasciato dalla ragazza che non si sentiva a suo agio con il suo modo di essere (così ha detto lui, cosa volesse dire l'ho scoperto solo dopo). Io, ahimè, frutto di un cliché: mio marito s'è innamorato della segretaria e ha preferito lei a me. Ricostruire una vita non è facile ed essere improvvisamente sola tutte le sere ti porta online oggigiorno.
Così si sono susseguite settimane in cui almeno un'ora tutte le sere ci sedevamo davanti al monitor a parlare di tutto quello che ci passava per la testa.

"Ti va se ci incontriamo?" devo essere impazzita, non è mai stata mia intenzione vederlo di persona...
"Sì, mi piacerebbe... sei... ho l'impressione che potremmo andare d'accordo anche dal vivo"

martedì 12 febbraio 2013

Armonia

Danzare su un panno di velluto
Scivolare su lenzuola di seta
Rotolare sul verde di un prato
Due corpi uniti dimentichi del mondo
Due cuori palpitanti di un solo battito
Due anime fuse nell'armonia di un attimo

lunedì 11 febbraio 2013

Ritorno alla vita

Questo non è un racconto erotico. E' sgorgato così, dal nulla, ma non allarmatevi. Nulla di ciò che ho scritto è vero, questa volta...



Passeggiavo sul molo.
Pensavo a tutto quello che era successo. Il mio piccolo mondo... Stavo crescendo.
Avevo preso le mie decisioni, fatto le mie scelte. Anche lottato per le mie convinzioni.
Ultimamente avevo tutti contro. O forse non erano "loro" ad essere contro di me, era il mondo.
Sì, perché ogni scelta che facevo, ogni strada che in traprendevo ultimamente era sempre un fiasco.
Il mio percorso, che fino a poco tempo fa era stato pieno di successi e soddisfazioni stava improvvisamente e imprevedibilmente voltando il suo corso. Pure le cose più semplici si rivelavano montagne insormontabili di problemi.
Su questo stavo riflettendo in cima al molo.

mercoledì 23 gennaio 2013

Untitled

Il respiro si ferma
La tua mano indugia
Folli pensieri si rincorrono
Il mio cuore impazza
Affondano le dita nella carne
Il mio corpo ha fame
La tua anima si nutre
Vive e palpita la nostra unione
Dolci dolori di brama
Perché non basta mai
Mai sazia
Mai pago