Sempre in viaggio. Sempre in aereo. Sempre in movimento.
Mi piace il mio lavoro. Mi piace parlare le lingue
straniere. Mi piace muovermi in continuazione. Ma a volte sono un po’ stanco.
Ci sono mattine che mi sveglio e mi chiedo se sono nel mio
letto o se invece mi trovo dall’altra parte del pianeta. E non sempre realizzo
all’istante.
Le serate in albergo, poi, sono lunghe. Per fortuna che
ormai c’è la connessione Wi-Fi ovunque, quindi con il mio portatile posso
scegliere se lavorare o svagarmi con qualche video o con qualche blog. Per le
attese in aeroporto… sia benedetto il tablet!
E infatti sono in aeroporto. Trolley a terra, gambe
accavallate, tablet appoggiato al ginocchio. Svogliatamente sfoglio i
quotidiani. Noia. Passo a un blog divertente. Non sono in vena. Meteo locale.
Evviva, ancora pioggia! Potrei… sperando che non mi veda nessuno. Ma sono nella
sala d’attesa business, qui ciascuno si fa i fatti suoi, tutti lavorano. Massì,
dai, vado su Milù, mi leggo un racconto.
Sono immerso a metà nell’ultimo racconto di BlackCat. Mi
piace come scrive, è sensuale e calda senza essere volgare. E’ descrittiva. E’
sexy.
“Anch’io leggo Milù, sai?!”
Un uragano! Un uragano si è scatenato dentro di me, sono
scioccato dall’essere stato strappato dalla lettura. Con un commento del
genere, poi! Beccato in flagranza di reato!
“Prego?” dissimulo
“Dicevo che anch’io leggo Milù.”